del parasubordinato ribelle, assorbiti durante un trattamento
ipnopedico; incursioni esperienziali provenienti da un passato
rimosso; tracce psicogenealogiche di sconosciuti antenati rivoluzionari; frammenti di letture raminghe e residui massmediatici in sospensione; informazioni trasportate da nanotecnologie
neuronali o indotte da droghe semiotiche; intercettazioni dietrologiche di servizi segreti; rigurgiti metempsicotici di vite lontanissime nel tempo; pensieri annotati in blog abbandonati da
anni su piattaforme sabotate dal Sistema; suggerimenti telepatici
di agenti alieni giunti sulla Terra per innescare ribellioni aziendali, distruggere l’economia capitalistica mondiale e predisporre
gli umani dormienti a una nuova Rivoluzione d’ottobre di origine extraterrestre ... Potrebbero essere vestigia di un io non adeguatamente addestrato e sfuggite al controllo qualità; messaggi
subliminali camuffati da banner colorati e lampeggianti caricati
sul web per pubblicizzare un nuovo servizio di stampa digitale oppure rappresentare la struttura inconscia di un brano rock
sottovalutato nel corso degli anni dalla critica prezzolata. Segnali
ribelli lanciati nei canali della comunicazione quotidiana. Umani, alieni, metafisici, generati dal caso evolutivo: non importa.
Quando arrivano e albergano per pochi minuti nella mia mente
mi sento libero, mi sento giovane, piacevolmente deconcentrato
e improduttivo: ho già firmato il Foglio di Via per la mia fede
aziendale. La ribellione ha scelto veicoli bizzarri per farsi strada
nel complicato mondo del ventunesimo secolo.
Lucciole rock
prigioniere della mente
che crea falsi conflitti
cercano angolazioni perfette
per captare miasmi sonori.
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