rivoluzione clandestina, per abbandonare la logica dei grafici e
quella disumana del rapporto tra ore di lavoro e produttività,
per imparare ad amare la precarietà. L’ho spiazzato. Il collega
antipatico fugge via senza rispondere al sorriso, insospettito.
L’azienda è come una religione di stato: il lavoratore fedele è uno di
quei pochi fortunati che ha ricevuto il dono del lavoro da parte del
suo dio industriale. Se il lavoratore ha fede non può porsi, per definizione, troppe domande nei confronti del suo dio e deve accettare
i dogmi aziendali. Il dubbio, la perplessità, il pensiero alternativo,
la coscienza, sono fattori controproducenti. Non bisogna pensare
troppo… Ci devi credere! E basta.
Da un periodo a questa parte i tentativi di spersonalizzazione
attuati dalla direzione aziendale e gli appro