SB Storie Bizzarre Speciale Comicon | Seite 34

Il Supervisore dei box pomeridiani, segmento principale dell’anellide telefonico, dal lembo estremo del call center sbraita qualcosa di minaccioso contro di me. La smetto di giocare allo yo-yo umano e torno con la mia sedia girevole nella posizione standard da allevamento intensivo: rispettare l’interfaccia operatore-monitor è la prima regola per ottenere una concentrazione produttiva. Il sofisticato programma in dotazione all’azienda vomita in automatico nomi, cognomi, indirizzi e numeri telefonici in sequenze apparentemente random: nelle cuffie sentiamo squillare i telefoni degli utenti raggruppati in numero di dieci. Terminato il gruppo dei prescelti dal programma, se nessuno ha risposto, abbiamo la facoltà di attendere un po’ prima di lanciare la nuova sequenza di numeri: ma l’attesa non deve essere né troppo breve né prolungata, altrimenti quelli del Grande Fratello potrebbero pensare che lavori troppo e male oppure poco e male. Siamo batterie umane che forniscono energia al mercato dell’inutile, liberi prigionieri della nuova economia. Siamo le scimmie ammaestrate del telemarketing, legami effimeri tra prodotto e consumatore. Siamo embrioni promozionali immersi nel liquido amniotico del sistema aziendale, in attesa di nascere o di abortire, illudendoci di vivere. Il nostro set cuffia-microfono, come una morsa bizzarra posta sul cranio a presidiare desideri e pensieri, rappresenta l’unico contatto con il mondo esterno, l’unico strumento a nostra disposizione per vendere l’immaterialità a persone che non conosceremo mai. Mi lascio alle spalle inganni e mezze verità mentre spingo sull’acceleratore malinconico 34