fattezze e dimensioni, attrezzi, scatole e punzoniere… era il
paradiso dell’orologio!
Dall’unica finestra aperta, la luce del sole rifletteva raggi dorati sui vetri e i quadranti degli orologi, creando un caleidoscopio abbacinante. Ora comprese quel riverbero visto
dall’esterno, ma ancora una volta fu costretto a schermarsi
gli occhi.
Fece un passo all’interno e attraverso le dita della mano aperta vide che vi era un accesso a un’altra stanza, dalla quale
vide uscire una figura di uomo, minuta e snella, circonfusa
dal lucore imperante nell’ambiente.
Non ebbe il tempo di fare nulla. Un’ombra sul fianco, simile
a un serpente nero, guizzò su di lui e un oggetto metallico lo
colpì sulla tempia.
Il dolore esplose di mille altri colori, poi la vista gli si annebbiò e alla fine fu l’oscurità a prevalere.
20 luglio 1944, ore 11.54. Tana del Lupo. Prussia Orientale.
Claus Von Stauffenberg attendeva da alcuni minuti all’esterno di una delle baracche presenti nel vasto complesso. Dopo
colazione il Feldmaresciallo Keitel gli aveva chiesto di incontrarsi per una breve relazione prima dell’incontro ufficiale
con lo Stato Maggiore.
Nonostante fosse un fresco e assolato meriggio di pieno
estate, nel fitto della boscaglia si respirava solo l’aria umida proveniente delle paludi limitrofe; la fitta rete di fronde
spettrali lasciavano il cielo in penombra e creavano una cappa di caldo insopportabile.
Alcuni ufficiali portavano delle zanzariere sul viso, non a
caso la Tana del Lupo era stata ribattezzata dalla truppa an-
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