SB Storie Bizzarre SB N6 | Page 55

l’aveva poggiato il giorno in cui era sparito. Da quell’angolazione rifletteva la pallida luce della Luna. Si sedette un po’ a guardarlo, mentre si massaggiava il braccio per attenuare il dolore. Decise di andare a dormire e riprovarci l’indomani. Era sabato, avrebbe avuto tutto il giorno a disposizione per aprirlo. La mattina dopo il Cubo era di nuovo sul tavolo della cucina. L’uomo riusciva a vederlo dal bagno, mentre si lavava i denti. Ogni tanto sporgeva la testa e guardava l’affare. Replicò l’operazione tre o quattro volte, prima di finire di lavarsi completamente. Si preparò il caffè senza mai staccare lo sguardo. Lo bevve sedendogli davanti. Il Cubo restituì lo sguardo dell’uomo attraverso le sue superfici poco riflettenti. Sembrava aspettare. Quel pensiero gli si formò nettamente nel cervello. Il Cubo stava aspettando. Ma cosa? E poi, per quale dannato motivo, associare dei comportamenti antropomorfi a quell’oggetto? Improvvisamente gli venne un’idea: prese l’accendino della cucina e si avvicinò al cubo. Ebbe un attimo di esitazione prima di afferrarlo. Superò la sensazione e lo prese in mano. Accese la fiamma e la pose sotto al Cubo, sperando di scioglierne un lato. Il Cubo brillava nei riflessi rosso-arancioni. Dopo un po’ di tempo e di gas consumato, l’arnese era ancora intatto. L’uomo iniziava a sudare. Cercò di resistere ancora un po’, tentando di scardinare le difese dell’oggetto. Nulla. In compenso la casa sembrava un forno. Si rese conto di gronda55