SB Storie Bizzarre SB N6 | Page 48

rato alla gola dall’altro e si stava divincolando, cercando di liberarsi dalla morsa. I licantropi possedevano una forza straordinaria, pari ad almeno dieci uomini robusti; erano veloci e vivevano nella notte. L’oscurità per loro era la luce; la luce era la morte. Il fuoco era il loro Dio. Durante la lotta, il licantropo riuscì a strappare il mantello all’uomo, il quale poté così liberarsi dalla sua presa mortale. Immediatamente raggiunse Medusa, ormai sfigurata dai graffi. L’uomo afferrò la pistola, caduta al suolo durante la lotta, la caricò e puntò alla cieca cercando il licantropo: c’era il rischio di ferire mortalmente Medusa, ma pensò che sarebbe stato meglio morire di ferite d’arma da fuoco, piuttosto che essere divorati vivi dai licantropi o dal serpente gigante. L’ orribile creatura del sottosuolo, intanto era strisciata alla fine del viale. I proiettili non le avrebbero fatto nemmeno il solletico: chissà quale arma avrebbe potuto scalfirne le scaglie. Solo una formula di magia nera avrebbe potuto farla tornare nelle tenebre, nella sua tana. L’uomo sparò. Il colpo tuonò lungo tutto il viale, parve un fulmine nel silenzio della notte. Il licantropo si immobilizzò: al centro della fronte si era formato un buco rosso, cadde all’indietro. L’uomo afferrò Medusa e le intimò di scappare. Mentre correvano a perdifiato, il serpente riduceva le distanze ma, trovando il cadavere del licantropo giacente per terra, lo prese tra i denti e lo inghiottì senza neanche masticarlo. - Presto! Presto! - continuava a gridare l’uomo. Avevano ormai raggiunto l’estremità del viale. Riuscirono a distinguere dei rumori sempre più vicini: erano le auto della polizia. Ormai in trappola entrambi pensarono che in confronto al serpente, la polizia era una manna dal cielo. 48