SB Storie Bizzarre SB N6 | Page 46

due raggi rossi, che si scagliarono sulla lampada dorata. Dapprima non successe nulla e le fiamme, nel frattempo, crescevano, avvolgendoli e sottraendo loro il respiro. Poi la lampada divenne bianca e le fiamme, tutto d’un tratto, si estinsero. Medusa e l’uomo continuavano a tossire. Il fuoco aveva lasciato sui loro visi dei segni neri di fuliggine. Doc era davanti a loro: sembrava pietrificato. - Presto, usciamo di qui! - disse Medusa all’uomo che cercò di sfondare la porta a spallate. Dopo averla ripetutamente forzata, riuscì finalmente ad abbatterla. Uscirono: ora erano fuori, in salvo. La pioggia aveva smesso di cadere. Ma l’aria era piuttosto fredda e lo sbalzo di temperatura non tardò a farsi sentire. - Scappiamo e al diavolo i soldi! Mettiamo in salvo la pelle! gridò l’uomo. La via della campagna era completamente avvolta nell’ombra. Ormai erano immersi nel cuore della notte e le stelle erano tutte sparite. Qualche nuvola nascondeva la luna, che sembrava voler sbucare e dire: “Io ci sono, esisto”. Medusa e l’uomo si presero per mano e iniziarono a correre nel buio. Poi, dietro di loro, sentirono la voce tuonante di Doc: - Dove andate! Non avete scampo! Fermatevi o lei vi distruggerà! Ma non si degnarono di dargli ascolto, mentre svoltavano lungo il viale, sentirono un tremore. Medusa preferì non voltarsi e continuare a scappare, come l’istinto le suggeriva. Ad un tratto, inciampò in qualcosa che sbucava dal terreno. Fortunatamente non si fece nulla. L’uomo col mantello l’aiutò ad alzarsi. - Stai bene? - le chiese. - Sì, ma… cos’era? E che sta succedendo? Medusa si accorse che era inciampata in una mano, che orribil46