era il serpente! L’ignobile creatura si era arrotolata attorno al collo dell’uomo e lo stava strangolando. Medusa si tolse gli occhiali
da sole e proiettò il suo sguardo sul terrificante essere. Quando
il serpente, con i denti acuminati e già pronti per iniettare il veleno nel collo dell’uomo, girò il capo verso di lei, dagli occhi di
Medusa fuoriuscirono due raggi laser che nel giro di un istante
pietrificarono il serpente. La creatura si smaterializzò in milioni
di cocci: si era frantumata al solo sguardo. L’uomo col mantello
riprese a respirare. Medusa gli si avvicinò e gli chiese se stesse
bene. Fece cenno di sì, mentre puntava il dito contro il vecchio
Doc.
- Tu ci hai attirati in una trappola! Ci vuoi uccidere tutti! - No, no! Ti sbagli, ti sbagli! Io voglio solo usarvi, saziare la sua
fame. Dopodiché, quando si sarà placata, essa sarà mia e diventerà la mia schiava! - Sei un vecchio pazzo! Medusa e l’uomo col mantello si lanciarono verso la porta ma
Doc, con un cenno della mano, la sbarrò. Poi alzò le mani e pronunciò alcune parole in una lingua arcana, oscura. Immediatamente il pavimento, interamente di legno, prese fuoco e le fiamme lo avvolsero. Eppure Doc sembrava non farsi nulla; sembrava
trasparente e completamente immune alle fiamme.
- Siamo in trappola! - gridava, tossendo, l’uomo col mantello
- Cerca di pietrificarlo, così la smetterà! - Non riesco a vederlo! - rispose Medusa - Le fiamme me lo nascondono! Usa i tuoi poteri: sfonda la porta! - Non posso! Posso solo vedere ma non penetrar e all’interno
delle pareti! Allora Medusa scattò verso il tavolo, afferrò la lampada e vi diresse il proprio sguardo: nuovamente dai suoi occhi uscirono
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