necticut, e questa viene con me! – cercò di afferrare la lampada,
ma all’istante la mollò, come scottato.
Medusa e l’uomo con il mantello lo guardarono costernati,
cercando spiegazioni. Doc sembrava aver previsto la reazione
dell’uomo con la benda.
- Che ti prende? Perché l’hai mollata? - chiese Medusa.
- Brucia! - rispose l’uomo con la benda. - Brucia più delle fiamme dell’Inferno! E questa è opera tua, vecchio pazzo! - prese Doc
per la gola, ma il vecchio sghignazzava, come se nulla fosse.
Dalla lanterna uscì una massa di fumo così grande da annebbiare tutta la stanza. Medusa non vedeva più nulla. Cercò a tentoni il tavolo. Ad un tratto, le sue mani incontrarono qualcosa di
viscido; qualcosa di lungo e viscido. Subito Medusa lanciò un
gridò e scattò all’indietro: un serpente! Ma da dove era sbucato?
Si guardò attorno ma la stanza era tutta piena di fumo. Non riusciva più a vedere gli altri. Poi, pian piano si diradò. Allora vide
Doc, immobile, alla sua sinistra: gli occhi del vecchio erano tornati vitrei, normali, però il suo sorriso era compiaciuto. Troppo.
Spostando lo sguardo, Medusa si accorse che l’uomo con la benda giaceva a terra, privo di sensi.
- Che gli hai fatto? Che cosa è successo? - chiese Medusa a Doc.
Ormai quella situazione la stava terrorizzando.
- Niente, mia cara, proprio niente… - rispose il vecchio. - È stato lui a cercarsela… - Che vuoi dire? Che cosa significa, questo? È morto? - Forse sì, forse no… chi lo sa? Doc non era più lo stesso. Che cosa aveva fatto all’uomo con la
benda? E il serpente toccato da Medusa che fine aveva fatto?
Medusa rivolse lo sguardo a destra e si accorse che l’uomo col
mantello aveva estratto la pistola e stava lottando con qualcosa:
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