darsela a gambe con il bottino! Medusa si alzò.
- Ma sentitelo! Solo perché ho rifiutato la tua sporca proposta
sessuale punti il dito contro di me! Sei tu, ammasso di muscoli
senza cervello, che puoi chiamare gli sbirri e tradirci! Io voglio
la mia parte quanto te e dopo averla avuta, che tu muoia o viva,
non farà nessuna differenza per me! - Calmatevi, calmatevi! - intervenne Doc - Non è il caso di agitarvi… - Si stanno agitando perché il tuo comportamento non è normale, Doc. - disse l’uomo col mantello - Perché ci hai portati in
questo casolare sperduto, in piena notte, con questa maledetta
pioggia che ci blocca qui? Che cosa vuoi farci? Che cosa c’ è qui?
Doc, per tutta risposta, riprese a guardare la lampada e se la rigirò nuovamente fra le mani. I suoi occhi vitrei, notò Medusa,
si stavano trasformando e poco alla volta stavano diventando
rossi. Che cosa aveva di tanto speciale quella lampada, oltre al
valore monetario? Medusa doveva tenersi pronta ad agire; non
aveva mai provato la minima fiducia per quel vecchio pazzo.
Dalla lampada iniziò a sgorgare del fumo, che si espanse poco
alla volta nella stanza.
- Risponde, risponde! C’ è, è qui, è qui! - diceva, nel frattempo,
Doc.
Medusa si domandò a chi si riferisse. Che cosa c’ era lì? E perché
Doc si stava comportando in quel modo assurdo, tenendoli tutti
quanti all’oscuro delle sue manovre?
- Ora basta! - gridò l’uomo con la benda, - Sono stanco di aspettare! Pioggia o non pioggia, sbirri o non sbirri, io vado a Con43