schiare di affrontarmi a viso aperto, mentre i goblin sono solo i
miei occhi e le mie orecchie in questa regione, venendo a riferirmi di ogni evento che accade attorno alla mia modesta abitazione. Le tribù a sud del Briel, quel rigagnolo di piscio che segna il
confine con lo Skaarg, mi mandano ogni anno trenta dei loro e
unicamente a causa della paura che provano nei miei confronti.
In genere li spedisco ai fornelli o li utilizzo come cavie da laboratorio. Più di rado li organizzo in spedizioni ricognitive. L’ho fatto stavolta perchè ho sentito un’energia malsana, immensamente più forte della mia, attraversare i miei sentieri sotto la scorta
di mastini da guerra armati fino ai denti. Sentivo, e ho voluto
vedere. E mi è costato un anno di utili servigi e comodità. Ma
nulla di più. Pazienza, quell’energia ha attraversato il Ponte delle
Foglie Morte, ed è ormai lontana. Ma voi, miei sgradevoli e pelosi amici, ora siete qui, e vi sbagliate di grosso a pensare che io
sia rimasto solo. Ciò che davvero serve e protegge il sottoscritto
è qui, invisibile, celato dalla terra.
Lo stregone offre i palmi delle mani alle stelle, scosso da un lieve
tremore, mentre rivoli di saliva scura cominciano a scendere dai
due angoli della bocca.
L’aria muta, assumendo tonalità verdastre, e l’atmosfera diviene satura di elettricità. Il vento soffia più rabbioso e in maniera
costante. Si sente uno sbatacchiare d’ossa, del tutto diverso da
quello avvertito in precedenza. Lo scricchiolio è accompagnato da tonfi secchi, e da un rumore che ricorda lo smottamento
di una zolla di terreno. È allora che i canidi si accorgono di ciò
che sta accadendo. Le aste funebri piantate saldamente in terra iniziano a fremere, scosse da una mano invisibile, e i teschi
sovrastanti cadono dai supporti, spaccandosi o rotolando poco
lontano. D’un tratto i bastoni si sollevano, tra lo sbigottimento
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