SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 65

generale vanno a posizionarsi a una ventina di metri sopra la testa del negromante, in modo da formare un cerchio perfetto. Nessuno osa proferir parola, tranne Pitagora che bestemmiando a denti stretti sguaina lo spadone e si guarda ossessivamente attorno; fiuta l’aria, come a stanare nemici invisibili che sembrano annidati in ogni cespuglio o cavità del terreno. Ancora pochi istanti e il buio cala come un martello da guerra, spazzando via i già tenui riflessi lunari che hanno rischiarato la notte. Meg non riesce a guardarsi il muso. Nitide alle orecchie, gli giungono le parole di rabbia dei guerrieri e sente il sibilo di frecce che vanno a perdersi nel vuoto. Ringhia con quanta forza gli è rimasta in corpo, con la tenue speranza d’infondere la disciplina e il controllo necessari a impedire che qualcuno resti trafitto. Ma il momento è di panico assoluto e persino il saggio capitano Megaris, discendente del Primo Cane, stenta ad imporre a se stesso la calma. Riesce solo a percepire il profilo di un’ombra che cade, colpita da altre ombre. Poi un lento trascinarsi d’ossa, come di qualcosa che muove i passi dopo secoli di immobilità, che avanza strisciando alle sue spalle. Uno stomachevole tanfo di putrefazione gli artiglia le viscere, ed è costretto a coprirsi il tartufo con una zampa. Percepisce un rumore di catene pesanti, e la netta sensazione che un oggetto contundente stia per calare sulla sua testa. Un istante di dolore atroce e poi i sensi lo abbandonano, dissolti come polvere del deserto spazzata via, nella notte. Continua... 65