SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 63

in tanto la creatura si lascia sfuggire sbuffi e smorfie di dolore, e del sangue scuro ha ripreso a fluire da ferite non del tutto rimarginate. L’espressione immutata del negromante irrita il lupo, che con stizza lascia cadere in terra il prigioniero. Poi rimane a fissare Bruulnish, in un’imitazione derisoria della sua postura, chiaro e irriverente gesto di sfida. - Sembra che ci troviamo di fronte a un branco inferocito di Smurjask, e invece siamo undici contro uno. È lui che dovrebbe avere paura, e soprattutto essere grato per aver riavuto il suo piccolo verme strisciante. Pare invece che dei fieri canidi siano in soggezione davanti ad un esile fantoccio fatto d’ossa e melma. Dice queste parole bisbigliandole ai commilitoni vicini, contrariamente alle sue chiassose abitudini, ma l’orco inclina leggermente la testa, e il ghigno sul volto sparisce. Udito affinato dalla cecità, oltre che da anni di pratiche magiche che già di per sè estendono i sensi oltre il normale. La sua mano ossuta strofina con foga una fibbia annerita dagli anni, che spicca nel mezzo della cinta che regge i suoi calzoni sbrindellati. Sembra incredibile, ma più lui ripete quel gesto più nelle sue orbite incolori prende consistenza una forma scura. A Meg paiono due fiammelle nere, che tremolano o si ravvivano a seconda dei pensieri e dell’umore del negromante. I due fuochi si ingrandiscono, testimoniando la rabbia profonda dell’essere, quando riprende a parlare. - Già. Voi supponete. Pensate. Un dono immeritato per delle bestie. L’orrido sorriso tornò a segnargli la faccia, ora più intenso e cattivo. - Tanto convinti che quegli sgorbi siano i miei unici servi, da ri63