SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 62

sguardo è serio, ma quel ghigno sardonico non accenna a sparire. - Non avreste dovuto calpestare i sassi del mio sentiero, insultare la mia casa ringhiando, con quei musi lordi di terra e sangue. Sembra che sia in trance, teso ad ascoltare più che le parole dei suoi interlocutori, gli ignoti suggerimenti di qualcuno o qualcosa nella sua testa. Megaris gli si avvicina ancora, imitato dal resto della banda. - Chiedo di nuovo e umilmente venia per questo, maestro. I miei soldati sono giovani e inesperti, del tutto avulsi alle pratiche magiche. Vedere un fruitore all’opera è per loro una cosa nuova. Anche se chiaramente ciò non giustifica la disobbedienza ai miei comandi. Prego ancora che possiate perdonare la loro ignoranza, anche perchè vi assicuro che riceveranno una punizione adeguata. Kracos seguita a fissarli con orbite prive di colore, ora a braccia incrociate come se le motivazioni che il canide offre non siano sufficienti a giustificare un’aggressione in casa propria, come se aspetti scuse più logiche e rilevanti. - Il fatto è, signore, che dopo aver rinvenuto i resti di quelli che, suppongo, furono i vostri servitori, abbiamo scorto un superstite che si aggirava intontito per la pianura dove ci siamo accampati e che ha condotto i nostri passi fino a voi. Getta lo sguardo alle sue spalle, mentre Pitagora mostra la preda che penzola dai suoi artigli. Dagli abissi del coma, di tanto 62