SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 58

forse scontrato con l’omicida. La vista si è adattata all’oscurità profonda della notte e gli antropomorfi riescono ad evitare con agilità i tronchi spettrali, che si protendono all’altezza degli occhi quasi a voler agguantare gli incauti viaggiatori. “Kracos non è un orco, nè un negromante. È entrambe le cose.” Megaris osserva con disgusto l’abitazione, una catapecchia con il soffitto sfondato e le assi di legno marce. Fori di svariate dimensioni trovano spazio su porte e finestre, facendo rassomigliare il tugurio a un pezzo di formaggio gruviera. Sullo stipite della porta d’ingresso sta un cranio di bue muschiato, le cui orbite cave paiono spiare l’area attorno. Avvolta alle corna della bestia una macabra collana d’ossa viene fatta oscillare da occasionali colpi di vento. Lo scricchiolio che ne viene fa attraversare un brivido nelle spine dorsali dei canidi, acquattati dietro i cespugli adiacenti alla recinzione che segna i confini della proprietà. Pit tiene la loro guida sotto un braccio, con le dita serrate