SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 56

netto due dita della mano sinistra. Tre degli orecchini d’ottone con cui i suoi sono soliti ornarsi le orecchie, sono stati strappati e al loro posto ci sono solo brandelli di carne rappresa. Gli fa quasi pena: dopo quello che ha subìto, ora è tra gli artigli di un mostro orribile, che non smette di dargli il tormento. Il comandante si avvicina un altro po’, notando appena sotto l’occhio del goblin un minuscolo marchio a fuoco, recante le iniziali K.B.. Prende a toccarsi con insistenza il viso, estraendo con l’altra zampa una corta daga in osso. Il messaggio era chiaro: la mancata collaborazione, avrebbe inesorabilmente posto fine alle sue sofferenze. - Grog te ma ndurek! Crapsk urglk ma korevak! Braag hu torarsk! - K e B. ... che vogliono dire quelle lettere? Chi è il tuo padrone? padrone, capisci? - Huur te kroaktk, mirvishii bra ughmeegh, prin ghruul ma Con un moto d’ira, Pitagora cerca di affondargli la lama nel collo, irritato ormai alla nausea da quel linguaggio. Si ferma alla zampa alzata del superiore, che con un ramo ha disegnato sul terreno le due lettere. Nel delirio del momento, con la vista e i sensi appannati, solo ora il goblin intuisce le pretese dei suoi aguzzini. Si anima di un’energia insospettata, indicando i simboli scavati nella terra, cercando per l’ennesima volta di divincolarsi dalla stretta e ululando ripetutamente un nome: Kracos Bruulnish. Megaris annuisce. - Dev’essere il proprietario dei pelleverde trucidati tra gli alberi. Un orco, forse. O qualche nomade negromante delle terre di Kaba. Lui ci dirà chi stiamo cercando. E tu che lo volevi fare fuori... 56