SB Storie Bizzarre SB N5 | Page 54

suoi muscoli si distingue anche al buio. Carattere indomito e ribelle, probabilmente perchè cresciuto nella foresta, seguendo gli usi degli antenati. Gli abitanti del villaggio lo evitano, se non per discutere di tattiche di guerra. Lo ritengono un barbaro e non ripongono fiducia in lui. Megaris ha sempre fantasticato su quel giovane soldato. Lo immagina come un discendente degli antenati stessi. Un figlio dell’epoca in cui cane e lupo conobbero la luce, sollevandosi sulle zampe posteriori come avevano visto fare agli uomini, per costruire una strada del tutto diversa. Quel grosso bestione sembra implacabile, e persino i capibranco provano per lui un rispetto che rasenta il timore. Ma la sua lealtà negli anni rimane immutata. La sua fede, l’incorruttibilità del suo animo, sembrano solide come montagne. Così come la sua perfidia. Si diverte a stuzzicare il goblin, burlandosi del suo gracidare insensato e graffiandolo con la punta della spada. Non imita i commilitoni, che alla vista dell’ufficiale scattano sull’attenti, ma in maniera bruta e irrispettosa agita la preda in faccia al comandante. - Guarda qui, Meg! Vagava per i boschi piagnucolando come una femmina, la feccia pelleverde! Lo torturiamo prima di sbudellarlo o lo usiamo direttamente per alimentare la brace? - E se invece per una volta tenessi a freno la tua irruenza, così proviamo a cavargli qualche notizia utile? Chi parla è una giovane dal manto grigio, che veste l’uniforme di pelle nera che i canidi usano abitualmente per agguati e raid notturni. - Perdonate la mia insubordinazione, comandante. Questo soldato dà ai nervi col suo modo di fare. E non porta rispetto alcu54