La lupa ringhiò - Dovevo immaginarmelo, maledetto!
Arrak rallentò l’ andatura del suo stallone in modo che Janara
lo sorpassasse, poi daga alla mano si accostò alla Furia volante.
Poche volte in vita sua la donna aveva visto una tale maestria di
combattimento, infatti in pochi secondi il robot fu tempestato di
colpi potentissimi e precisi che lo danneggiarono pesantemente, nonostante il principe cavalcasse ad una incredibile velocità. Ma lo scheletro implacabile piantò gli artigli nel corpo del
barbarostraziando carne, nervi e muscoli, e lui urlando portò
la mano alla rovina che era ormai la sua spalla sinistra. La lupa
capì che per Arrak era finita e fu tentata di arrestare il cavallo per
soccorrerlo quando, da una impalcatura in legno di una strada
perpendicolare alla loro, il nero cavallo di Nezor arrivò saltando sopra i due avvinghiati in combattimento. Con una grazia
assassina il Serpente si fece cadere sullo scheletro che lasciò la
presa sul principe. La cavalcatura di Arrak sbandò ma si rimise
in strada grazie alle doti del cavaliere, che anche con una sola
mano la guidava abilmente. Nezor colpì più volte alla gola con
due pugnali il mostro meccanico mentre, avvinghiato al suo torace con le gambe, volava ad una incredibile velocità tra i vicoli
stretti vicino l’ uscita di Karak. Lo scheletro cercò di sfondargli
la schiena con un possente colpo di un artiglio ma il Serpente,
addestrato a furiosi combattimenti ravvicinati, evitò l’ affondo
mortale ruotando alle sue spalle con una rapidità incredibile e
ridendo staccò la testa del mostro tranciandola con entrambi i
coltelli usati a forbice. In quell’ istante il corpo del robot perse
quota portando il Serpente verso una morte orrenda,destinato a
sfracellarsi al suolo alla enorme velocità a cui viaggiava.
Janara non poteva permetterlo e tirando le redini del suo bianco
destriero saltò da cavallo afferrando Nezor al volo. L’ urto con il
corpo del prete e il suolo le fece perdere i sensi portandola in un
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