Janara dopo aver fatto firmare il Serpente e averlo aiutato a liberarsi, osservò con diffidenzail guerriero. Il suo fisico era potente
eppure compatto, perfetto in ogni muscolo. Nezor si guardò intorno calando il cappuccio del suo saio sul cranio calvo.
- E quindi il grande Enkiduè caduto sulla terra… Il mio signore
lo aveva annunciato. Il vostro regno è finito!
La testa del principe iniziò a ronzare mentre le nano macchine
lavoravano sulle parti recettive e del linguaggio nel suo cervello.
Ringhiò mentre il dolore era intollerabile.
Improvvisamente il barbaro cominciò a parlare comprensibilmente.
- Il mio regno è finito… ma il mio nome non è più Enkidu. D’ora
in poi sarò Arrak, che nella mia lingua vuol dire vendetta! Parlavi di Utnapishtim. Tu sai come accedere alla Statua? Dimmelo
se non vuoi che ti uccida in onore dei caduti di Aratta!
- La Statua mi serve.- la Lupa si intromise, osservando le iridi
rosse di Arrak - Devo curare mio padre. - Non troverai cura, ma solo piaga. Il vostro mondo finirà se non
fermiamo subito tutto. Questa notte si deciderà il destino della
terra. Conducimi alla statua dunque! - Il principe spinse il prete
veementemente.
- Fermo! - si frappose tra loro la Lupa sventolando la pelle del
Serpente - Lui condurrà me alla Statua. Non mi spaventi con i
tuoi racconti apocalittici. Se vuoi seguirci fallo pure, una spada
in più farà comodo.
Arrak strappò dalle macerie il vessillo nero che apparteneva allo
scheletro e si cinse i fianchi nudi. Attese che il prete recuperasse
alcuni coltelli, e la Lupa la lancia, poi impugnando la sua grossa
daga si mise in marcia tra le strade di Karak sconvolte dall’ assalto. Janara e Nezor lo osservarono, poi, con un gesto galante,Ne28