SB Storie Bizzarre SB N2 | Page 58

le stupide vicissitudini umane, si rompevano a poche decine di metri dalla riva increspando la nera lastra dell’acqua vicino alla battigia. Il colore scuro di quella parte di mare, appena il flutto lo attraversava, si riempiva di oro, di arancio, di rosa, in miliardi di frammenti lucenti. Stavo pensando ad Alain, a quell’ Alain, non un Alain qualunque. Stavo pensando ai suoi esperimenti, alle teorie che avrebbero potuto cambiare la nostra idea del mondo e dell’universo. E forse l’avevano già cambiata. Se tutto ciò che esiste non fosse altro che un ologramma immenso e perfetto che galleggia nel nulla più assoluto, se tutto quello che tocchiamo, che vediamo, che viviamo fosse solo illusione e il vero creato, anzi il non creato, non fosse altro che un immenso, infinito, eterno spazio bianco, vuoto, ci comporteremmo allo stesso modo? Ci affanneremmo ogni santa mattina per correre da una parte all’altra di questo spazio bianco, solo per scoprire che il nulla segue, precede, sovrasta solo altro nulla? Mi alzai. Il sistema nervoso l’aveva avuta vinta sul desiderio di restare ancora un po’ immerso nella quiete di quel tramonto. Raccolsi il mio zaino e mi diressi con molta flemma verso la riva del mare, dove ancora molte persone continuavano a borbottare, chiacchierare, agitarsi e smanacciare. Qualcosa di brutto doveva essere successo da quel poco che potevo intuire. Mi feci spazio tra la gente, spostando un braccio, spingendo, allungando la testa. Me ne aveva parlato Alain. I lunghi pomeriggi trascorsi nella veranda della sua casa in campagna sembravano ora lontanissimi nel tempo ma potevo ricordare ogni sua espressione, ogni suo gesto; i suoi occhiali sempre sporchi, il suo modo di servire 58