SB Storie Bizzarre SB N2 | Page 59

il tè in quelle tazze tutte diverse una dall’altra. Spesso indossava calzini di colore diverso, a volte mi vedevo costretto a fargli notare che i bottoni della camicia erano fuori posto. La sua idea del mondo mi faceva paura, trasformava completamente ogni cosa, ogni convinzione, ogni certezza e distruggeva in un solo attimo tutto ciò che di sicuro ci eravamo costruiti attorno. Un corpo disteso sul bagnasciuga. Questo vidi una volta riuscito a farmi largo tra le persone. Doveva essere morto anche se non sembrava, perché la posizione delle gambe, del busto e della testa erano tipiche di una persona che si addormenta al sole indifferente di tutto quello che gli succede intorno. Era decisamente morto, e l’immobilità dei suoi occhi spalancati, la rigidità della bocca serrata in una tragicomica smorfia comunicava senza dubbio che in quel corpo disteso sulla sabbia la vita non c’era più. Vidi quello che non avrei voluto vedere. Lo vidi e capii. Mi allontanai di corsa con le mie poche cose nello zaino. Le scarpe alzavano nuvole di sabbia mentre correvo verso il sentiero che mi avrebbe portato prima tra le dune e poi, più avanti, verso il paese. I riflessi oro, arancio, argento sembravano ora ancora più intensi, i colori erano diventati quasi una presenza fisica che mi spingeva, mi strattonava e sembrava volesse impedirmi di essere puntuale alla cena alla quale ero stato invitato. Persi lo zaino nella corsa e forse anche una scarpa allacciata grossolanamente pochi minuti prima. Non mi voltai per recuperare quelle cose. Non mi voltai nemmeno quando ebbi l’impressione di aver imboccato il sentiero sbagliato accorgendomi che le dune, adesso, sembravano estendersi per chilometri e chilometri davanti a me. La mia pelle, ora rosso porpora, non godeva più della calda luce solare che mi aveva coccolato tutto il pomeriggio. Davanti a me un deserto sconfinato. E la mia ost ???????????????????????????????????e?????????????????????????????A?????????(??((0