- Una storia... - Rifletté ad alta voce il nonno. Si girò verso la moglie e gli cadde l’occhio sul suo encefalogramma, guardò fuori
dalla finestra ed infine all’anello che lei portava al dito anulare:
una fede celtica acquistata in Irlanda durante gli anni sessanta
. Portò nuovamente lo sguardo fuori dalla finestra - Forse è ora
di una vera, storia. - Sospirando profondamente ed irrigidendo
i lineamenti del volto. Si girò nuovamente verso i nipotini che lo
guardavano ansiosamente e desiderosi di ascoltare - Avvicinatevi - Disse lui mostrandosi felice - Vi racconterò una storia che
non avete mai sentito. Loro si avvicinarono strusciando sulle coperte, lui guardò verso
l’orologio e decise di farsi forza
- Allora. - cominciò - Tanti, ma veramente tanti, anni addietro
in un mondo che noi non conosciamo e non abbiamo mai conosciuto... - Perché? - Chiese la giovane.
- Ssst, non interrompere. - La fermò subito il fratellino poggiandole una mano sulla gamba e mettendo il broncio. Lei alzò gli
occhi al cielo e sospirando - Continua, nonno, scusami per averti interrotto. - disse.
Lui annuì, - Grazie cavalier Ambra - scompigliandole i capelli ed
evidenziando per lo sforzo i muscoli del braccio destro, ancora
parzialmente delineati da tanti anni vissuti a praticare le molte
arti apprese.
- Come vi stavo dicendo... - riprese - In questo mondo c’era
un giovane mago, si chiamava Lasar, ed aveva preso carico di
una delle più gravose missioni che avesse preteso l’imperatore
di Antora, una delle più grandi terre che delineavano i confini
del continente più grande che quel mondo avesse mai visto; in
lingua antica si chiamava Aluan ovvero: ai confini del mare. - Che vogliono dire: deligneare e continente, nonno? - domandò
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