confusionario ragionamento della moglie ed abbassando la testa
- Non sono nella posizione di mettere bocca. Lei abbassò lo sguardo e lo abbracciò - Scusami tesoro... –
L’altro l’aveva cinta con entrambe le braccia e le aveva carezzato
i capelli - Non c’è problema, foglia di primavera. - La sciolse dalla stretta e le prese il mento tra il pollice e l’indice - Vuoi entrare
con loro o preferisci parlare con i medici? Aida scosse la testa - Vorrei che io e te andassimo a parlare con
i medici. Lui annuì.
- Forza bambini. - Batté pacatamente le mani la mamma - Andiamo a trovare i nonni e ricordate: niente domande sul posto
dove stanno altrimenti il nonno si arrabbia. La bionda figlioletta inclinò la testa sprofondando nella soffice
sciarpa di lana bianca - Perché? - Perché te lo dico io, tesoro. - Severa.
- Va bene, mamma. - Parlò il pargolo più piccolo incrociando
le dita davanti le labbra per poi baciarle in un sonoro schiocco
- Pesciolini nella bocca. Lei abbracciò i bambini, poi aprì la porta - Salutate il nonno. Sorrise ed i due piccolini agitarono silenziosamente le manine.
- Eccoli. - Esclamò stancamente il nonno allargando di poco le
braccia e cercando di nascondere nelle maniche gli aghi delle
flebo - I miei due cavalieri senza nome. - I due quasi esplosero
di gioia sentendosi chiamare così e guardarono la mamma che
gli fece cenno di andare. Adia rimase un breve istante a guardare, fermando quell’immagine nella sua memoria come una
macchina fotografica avrebbe catturato su nuova carta la stessa
scena già vissuta in tempi andati. Aveva chiuso nuovamente la
porta alle sue spalle ed era uscita dalla stanza a volto basso ma
con le labbra inarcate verso l’alto, mentre la mente era persa nei
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