un probabile crocifisso ed un armadietto azzurro posto vicino al
bagno privato.
Stesi sul letto c’erano i suoi genitori, lui la fissava con i suoi occhi
azzurri ed un debole sorriso sopra la folta barba ancora bianca
che scendeva fino al petto. Per sua espressa volontà non era stata
tagliata, essendo quello un ospedale privato nessuno avrebbe potuto troppo opporsi alla rigida decisione di un vecchio terminale. Lei sembrava dormire, attaccata al respiratore, con due flebo,
stesa sul lettino ed avvolta da bianche coperte sembrava l’ombra
di ciò che nella realtà rimarrebbe di una principessa delle fiabe:
i lunghi capelli bianchi le incorniciavano il volto magro ma elegante, le palpebre chiuse truccate con un leggero ombretto color
carne scura avevano deboli tremiti, le mani con le unghie ancora
curate erano incrociate sul petto che si alzava e si abbassava regolarmente sospinto da un tubo trasparente che finiva con una
mascherina davanti la sua bocca chiusa.
Il vecchio fece forza sugli avambracci e portò la schiena in maniera più eretta sullo schienale del lettino inclinato, si tolse il
respiratore e la figlia ebbe un sussulto che lui si affrettò a fermare mostrando il palmo della mano sinistra - Non preoccuparti,
tesoro... - Parlò con voce saggia ma roca, tarata dal tempo, le
rughe ai bordi degli occhi si accentuarono quando sorrise ed i
suoi baffi confusi nella barba sembrarono simpaticamente allargarsi - Non mi serve davvero, riesco a parlare ma quando dormo
i dottori dicono che ho difficoltà respiratorie. - Cercò invano di
rassicurarla.
Adia aveva posto entrambe le mani sulla giacca di pelle marrone
strette davanti al cuore.
- Hai visto? - Continuò lui tentando di nascondere una fitta di
dolore al torace - Ogni mattina, quando mi alzo, la trucco e le
do un bacio sulle labbra. Dopo sessa ????????????????????(??((