procedura più ortodossa, a dire la verità dovresti aspettare
fino a domani mattina per scartare il pacco, penso però che
queste circostanze eccezionali giustifichino uno strappo alla
regola.
Simone restava fermo, Willy pensò non avesse capito cosa
gli aveva detto.
- Avanti, il sacco è davanti a te. Non hai che da prenderlo, il tuo
regalo. È insieme agli altri, ma tu lo riconoscerai senz’altro.
Simone non era proprio convintissimo. Aveva capito bene
l’invito rivoltogli già la prima volta. Ma temeva un tranello.
Magari chissà cosa c’era dentro quella tela marrone. Forse
un serpente velenosissimo, una trappola per topi di quelle
con la molla che scatta? Non si arrischiava ad infilarci una
mano.
- Se hai letto la mia lettera, saprai anche che regalo ho chiesto.
Willy era spazientito. Si stava solo perdendo tempo.
- Ma è nel sacco, che aspetti? Non lo vuoi più?
- Certo che lo voglio ancora, ma tu dimmi prima cos’è? Quale
regalo ho chiesto?
- Che ne posso sapere io… È un particolare senza importanza.
- Ma se hai appena detto di aver letto la mia letterina a Babbo
Natale… Protestò Simone, seguendo un suo filo logico.
- No che non l’ho detto. Non avviene esattamente in questo
modo. Sono le lepri con gli occhiali ad aprire le buste, una ad
una e a raccogliere le ordinazioni, che trasmettono ai pinguini
costruisci-giocattoli. Questi provvedono a realizzarli, dopo
di che arrivano scatoloni chiusi al nostro ufficio. Ogni renna
trasporta i giocattoli con una piccola slitta fino a destinazione.
Perciò non è corretto dire che ho letto la tua lettera. Non è
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