- Non mi piace essere rimproverato.
Simone si spremeva le meningi per trovare una soluzione.
- Non dico che tu sia per forza un bugiardo, signor renna.
Ma puoi darmi una prova che sei veramente quello che dici
di essere? Se tu fossi sincero non dovrebbe essere difficile
dimostrarlo.
- Temo non sia così semplice. Vedi, questa è un’eventualità
che non era prevista. In genere fila tutto liscio, portiamo a
termine le consegne senza svegliare nessuno.
I documenti purtroppo sono scritti in lappone, la terra dove
vivo. Non credo tu conosca questa lingua. Ma perché ti sei
svegliato? Che guaio. Non è nei patti, voi bambini dovete
rimanere a letto, con gli occhietti chiusi, per darci modo di
piazzare i regali sotto l’abete in tutta tranquillità.
- Io ho sonno, si lamentò Simone che aveva appena sbadigliato
e forse anche per giustificarsi. Gli sbadigli sono uguali alle
bolle di sapone che si fanno con il cerchietto. Ne vengono
sempre fuori a gruppi di tre, quattro, cinque.
Gli sbadigli sono contagiosi, non gli piace starsene da soli.
- Senti, facciamo che tu mi sleghi e io mi dimentico di tutta
questa brutta faccenda. Ti lascio il tuo regalo, saluto e ci
vediamo l’anno prossimo. Come non fosse accaduto niente.
Amici come prima. Pensa che se non fossi inciampato
nell’abete non mi avresti sentito entrare in casa. Non te ne
saresti accorto neppure.
- Vuoi dire che hai il mio regalo? Quello che avevo chiesto?
Allora è vero, lo sapevi. Hai letto la mia letterina.
- Finalmente, sapevo che tutto si sarebbe chiarito… Certo che
l’ho portato. Dove avrei dovuto lasciarlo? Non è proprio la
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