Natale.
Una di quelle cose cui si crede quando si è bambini, ma giusto
perché si è piccoli si può crederci. Gli adulti utilizzano questa
storia di Babbo Natale per “costringerci” a fare i bravi, ad
ubbidire a mamma e papà, a fare i compiti. Una specie di
ricatto.
Concluse Simone che, sul punto, aveva le idee chiare. Deciso
senz’altro ad affermare le sue ragioni.
- La pensassero tutti a questo modo, sarei disoccupato. Sai,
ad essere renne in Lapponia non ci sono molte alternative. La
fabbrica di giocattoli di Babbo Natale dà lavoro ad un sacco di
animali. Non è bello da parte tua ignorarci. In fondo siamo al
servizio dei bambini, un po’ dovreste essercene grati, credo.
- Smettila. Ora chiamo la polizia.
- E fallo, perché non lo fai? Che aspetti, che ti dia il permesso?
I primi a sgridarti saranno proprio i poliziotti, quando
avranno appurato chi sono.
Ho i documenti in regola, sono una renna con tanto di
autorizzazione e marca da bollo!
Voglio proprio esserci quando ti rimprovereranno di non
essere a letto e di intralciare invece il lavoro di un’onesta
renna, che spettacolo vederti mortificare. Roba da guardare
con i popcorn, come al cinema, tanto dallo spasso.
Sarai cancellato per vent’anni dalla lista dei bimbi bravi e
non riceverai altri regali. Il prossimo regalo di Natale che ti
passerà sotto il naso sarà quello che farai tu ai tuoi figli. Da
noi renne non aspettarti più niente!
E non dire poi che non ti avevo avvisato.
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