SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 147

L’armonia dei pesi e delle misure non era più stabile. Nuove dissonanze erano percettibili nel flusso di substrato mentre la vibrazione primaria, risultando incomprensibile, privava l’Arconte dei consueti punti di riferimento stabiliti. L’Arconte soppesò il significato della variazione, analizzò le configurazioni gravitazionali corrispondenti ai regni degli Arconti Maggiori che confinavano con il suo. Sommo stupore pervase lo spirito dell’Arconte quando, contemplando, constatò che le disposizioni astrali corrispondevano alla profezia che, milioni di eoni prima, era stata diffusa negli spazi siderali dall’Arci-arconte Xa-Ya-Xa-Ya, Gran Tutore e Dominatore dell’Equilibrio dell’ammasso galattico in cui dimorava, in ellittico pellegrinaggio, anche Eren-eren-eren. Nuove frequenze si diffusero come un’onda. Eren-ereneren avvertì il disagio di molti pianeti che, attraverso fasci di radiazione ultraluminosa, già strepitavano a causa delle prospettive sui nuovi equilibri che si sarebbero venuti a creare con questo sconvolgimento. Le invisibili linee di relazione, le concentriche geometrie di assonanza, le triangolazioni cosmiche per la partenogenesi dei mondi. Tutto sarebbe stato diverso e la nuova fase astrale avrebbe condotto con sé alterazioni negli equilibri di sapienza, possibilità e certezza. Eren-eren-eren valutò la sua posizione nel consesso degli Arconti Maggiori. L’Arconte comunicò con una schiera scelta di Arconti minori collegati a lui da vibrazioni simpatiche. Li conosceva bene e sapeva di potersi fidare di loro. Ciascuno aveva un corpo desertico e, benché fossero stati esclusi dalla la grande Causa in ragione dei loro spiriti irrequieti e ambigui, tutti ambivano ancora entrare nel novero degli Arconti Maggiori che potevano ammirare lo sviluppo di una vita custodita da loro. Eren-eren-eren si rese conto di essere in un momento angolare che metteva in gioco forze primarie manipolabili. Era sul confine della singolarità del tempo. 147