Il Sommo sacerdote Ratto estrasse il coltello sacrale e lo
mostrò alla folla degli accoliti. Con il coltello in alto ben in
vista, riprese la sua litania.
- Seberol Doka, Ghideon Gramal, Astarian Vaas. Bie suete kal
dorteston, stefron stasseon prodontar! Prodontar! –
Strepitò sempre più istericamente, vorticando su se stesso.
Al termine della quinta ripetizione del canto si arrestò,
puntando la lama verso il petto di uno degli accoliti. Il
prescelto si fece avanti, timoroso e infoiato, sospinto dai
compagni. Il Sommo sacerdote lo sventrò e raccolse le viscere
in un cesto. Ripeté la sequenza per cinque volte e cinque
ceste furono ricolme di interiora di Ratto. A quel punto il
sacerdote intonò un canto diverso. Da una porticina laterale
apparvero altri accoliti che portavano due gabbie d’argento.
Alanna, una vergine fanciulla umana, occupava la prima, una
piccola cavalla bianca la seconda. Gli accoliti estrassero la
fanciulla dalla gabbia e la condussero al Sommo sacerdote
trattenendola per i polsi e per le caviglie. Il sacerdote la
sgozzò, raccogliendo il sangue in una ciotola. Della cavalla
conservarono il cuore. La schiera di accoliti imbracciò dei
rozzi tamburi e la sala del tempio rimbombò di un ritmico tam
tam. Il Sommo sacerdote, ad una ad una, riversò le ceste sul
cristallo primigenio. Ogni volta che le viscere sanguinolente
entravano a contatto con la superficie del prisma, una tetra
nube di vapori s’innalzava nella cupola del tempio e i tamburi
impazzivano. Il sacerdote bevve il sangue della fanciulla
e ingurgitò il cuore della cavalla. Intonando una formula
afferrò nuovamente il coltello e lo sospinse con violenza nel
suo stesso ventre. Infine, con un unico slancio, si squarciò
partendo dal basso fino all’altezza della gola e si gettò sul
cristallo in modo da farlo entrare nella voragine apertasi nel
suo corpo. Un lampo, una vampata di fumo nero e sangue
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