SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 144

un albero. Mentre scendeva, un branco di umani a cavallo uscì dal bosco. - Perfetto, - pensò - il destino ha riservato a Tiamath un lauto pasto. - Mentre spalancava le possenti ali manovrando per frenare la vertiginosa discesa vide un verde mostriciattolo uscire dal folto del bosco e spaccare le ossa dei cavalieri. Silenzioso come una folata di vento, Tiamath calò alle spalle del verde esserino mentre questi maciullava la testa di un altro cavaliere. Incuriosito, il drago richiuse le ali sul dorso e rimase immobile, appollaiato dietro Hugga. E quando Hugga estrasse la clava dal groviglio di ferro e acciaio, stupito dal furioso vorticare delle foglie sul terreno, si voltò per capire cosa fosse quel vento improvviso. Tiamath allungò il collo in un guizzo repentino, spalancò le fauci e strappò testa e torace dell’orco con un solo morso. Mentre ingoiava, il drago contava i bocconi sulla sua tavola: un cavallo azzoppato, quattro cavalieri, un boscaiolo ed un marmocchio. Non si sarebbe preso il disturbo di inseguire gli altri cavalieri fuggiti nel bosco. - Bie paete ton pademal, stefron stasseon ciclamis prodontar! Prodontar! - Le parole del Sommo sacerdote Ratto riecheggiavano nelle ampie sale del Tempio, mentre le sue vesti scarlatte volteggiavano, seguendo i suoi ampi gesti liturgici. Trenta accoliti Ratto accompagnavano il cerimoniale con squittii codificati. Un grande braciere era stato posto nell’abside e veniva continuamente alimentato con olii leggeri. Il braciere era circondato da uno schermo convesso d’argento che concentrava la luce del fuoco e produceva un fascio puntato verso un massiccio cristallo, il primigenio, un diamante grezzo grande quanto la testa di un toro, posto alla sommità di una tozza colonna d’argento. 144