oggi avrebbe cacciato bene, e lui aveva tanta fame e poche
provviste. Acquattato nella boscaglia, rimase ad osservare
mentre i cavalieri assaltavano il boscaiolo e il marmocchio.
Quando quello che sembrava il loro capo staccava la testa del
marmocchio, altri tre inseguirono il boscaiolo colpendolo alle
spalle con le lance. Alla vista del sangue che schizzava Hugga
ebbe un fremito, sentì una vibrazione potente e orgasmica
nel basso ventre e si precipitò nella radura sollevando la
clava. In pochi balzi si ritrovò davanti i primi tre cavalieri
terrorizzati. Con una spallata disarcionò il primo mentre con
la clava spappolò la testa del secondo. Il terzo fece voltare
il cavallo ma dopo pochi metri di fuga fu raggiunto da un
pietrone scagliato da Hugga e cadde con la schiena spezzata.
In quel momento il capo degli uomini si voltò e si rese
conto che erano sotto attacco. Rimase immobile, indeciso
tra fuggire o affrontare l’orco. Hugga lo levò dall’impaccio.
Scattò a quattro zampe, possente come un orso e agile come
un felino, e pochi istanti dopo si parò innanzi al cavallo
terrorizzato. La povera bestia impennò roteando gli occhi
per il panico e scaraventò il cavaliere sul tappeto di foglie
della radura. Hagar figlio di Hugor si risollevò a fatica mentre
Hugga gli girava attorno come un lupo famelico. Hagar prese
coraggio, mise in posizione la spada e sollevò lo scudo fin
sotto al mento.
- Fatti sotto, most... - ebbe il tempo di dire, prima che la clava
di Hugga gli sfracellasse cranio, cassa toracica e ventre,
lasciando sul terreno un groviglio di acciaio e carne.
Il torpore, lento a scomparire, stava perdendo la sua
intensità. Un fremito percorse la spina dorsale di Tiamath.
Il corpo sussultò e la coda mulinando schioccò una frustata
sul costone annerito della caverna. Macigni, staccati dal
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