SB Storie Bizzarre SB N1.0 | Page 141

un pezzo di spalla. Quando il maledetto fuoco giallo del sole era tramontato, Hugga aveva ripreso la marcia nell’oscurità valicando i monti innevati. Allo spuntare del mattino si era riparato in una grotta al confine con la pianura e aveva pasteggiato con il resto del braccio del “grosso”. Quando erano calate le prime brume di una notte senza luna, Hugga si era mosso veloce attraversando furtivamente la pianura e raggiungendo il Bosco dei Sussurri all’alba. Attirato dal rumore di un’ascia che batteva sul legno si era diretto verso una radura. Adesso era lì, dietro un cespuglio. Cercò un varco tra le fronde per osservare meglio. I suoi occhi enormi, arrossati e lacrimosi fremettero. - Shi, Shi, pappa per Hugga. - sussurrò a se stesso. - Due umani, buoni umani, shi. – Un filo di bava gli colò sulla pelle di capra che ricopriva a stento l’ampio torace muscoloso. L’uomo con l’ascia era forte, un boscaiolo, tanta carne. Aveva portato con sé anche il figlioletto, così Hugga avrebbe avuto anche il dolcetto per concludere il pasto. Leccandosi le labbra che racchiudevano la bocca enorme, sdentata e bavosa, strinse la mano intorno al manico della sua clava. Improvvisamente il maledetto marmocchio tirò un calcio ad un sasso. Hugga sussultò. Il movimento attirò l’attenzione del marmocchio ma Hugga rimase immobile e, dopo qualche istante, il marmocchio si sedette. Hugga si strofinò il naso schiacciato e incrostato di muco secco. Il petto enorme e verde, avvolto in una rude pelle di capra, si gonfiò mentre Hugga prendeva il fiato per l’assalto. In quell’istante sbucarono dei cavalieri dall’altro lato della radura. Il boscaiolo e suo figlio tentarono di scappare. Dal bosco spuntarono una decina di uomini a cavallo. Hugga, benché fosse giorno e odiasse combattere al sole, decise di non nascondersi. Quegli imprevisti gli dicevano che 141