- Anche nella città vicina, da dove noi proveniamo, giunsero
due stranieri che portarono lutti e disgrazie - disse il
Menestrello.
- Erano due, e provenivano da una città vicina - aggiunse il
Ladro.
- Cantaci, o Menestrello, di questa città vicina, e di quello che
le è successo. Il Menestrello iniziò cantare.
Cantò della città vicina: pochi campi mal tenuti circondavano
le mura di quella città: tali mura racchiudevano un gruppo
disordinato di case, cresciute attorno al castello. Questi era
un tozza costruzione in pietra con un’alta torre. In quella città
molte case erano abbandonate e la strada non curata difficile
da calpestare per i cavalli. Poche figure si vedevano agli angoli
delle vie e alle finestre dalle imposte socchiuse. Il Re e la
Regina sua consorte sedevano su due alti scranni, indifferenti
alla povertà che colpiva la loro città. La Principessa loro figlia
sedeva alla sinistra della madre. Un giorno, lo stesso giorno
in cui due misteriosi individui erano arrivati in città, il Capo
delle Guardie di quella città, stanco delle vessazioni e delle
tassazioni ingiuste che la popolazione subiva, aveva tenuto
un discorso, e sobillato la popolazione contro il Re. Molte ore
dopo, le sale del castello erano vuote, segnate dall’ira della
folla. Il Boia aveva decapitato il Re e il Ministro. Così il Capo
delle Guardie sposò la Principessa e assieme divennero Re e
Regina di quella città.
Il Re restò molto turbato da questo racconto, perché egli
stesso, in passato, era stato Capo delle Guardie del Re
precedente, e aveva sobillato la popolazione contro il vecchio
Re, lo aveva ucciso e sposato sua figlia, che ora sedeva al suo
fianco come Regina, ed era diventato lui stesso Re.
La Regina lo odiava ancora dopo tutti quei decenni per
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