- Sono uguali alle nostre - disse l’Oste. - Pensavo che ogni
città avesse la sua moneta. -
- Lo pensavo anch’io - gli rispose il Ladro, - ma ho scoperto
che non è così -.
Entrò il Capo delle Guardie di quella città.
- Immaginavo di trovarvi qui - disse al Ladro e al Menestrello.
- La guardia all’ingresso della città mi ha detto di voi due. Chi
siete? - Due viaggiatori, venuti da una città vicina - rispose il Ladro.
- Sono anni che nessuno viene dalla città vicina. L’ultima
volta che due persone vennero dalla città vicina, portarono
lutti e disgrazie - disse loro il Capo delle guardie.
- Anche nella città vicina, da dove noi proveniamo, giunsero
due stranieri che portarono lutti e disgrazie - disse il
Menestrello.
- Erano due, e provenivano da una città vicina - aggiunse il
Ladro.
- Seguitemi - disse loro il Capo delle guardie, - così porterete
notizie di questa città vicina direttamente al nostro Re. I due seguirono il Capo delle Guardie nel castello, nella sala
del trono.
Il Re e la Regina sua consorte sedevano su due alti scranni,
indifferenti alla povertà che colpiva la loro città. La Principessa
loro figlia sedeva alla sinistra della madre.
- Chi siete? - chiese loro il Ministro di Corte.
- Due viaggiatori, venuti da una città vicina - rispose il Ladro.
- Sono anni che nessuno viene dalla città vicina. L’ultima
volta che due persone vennero dalla città vicina, portarono
lutti e disgrazie - disse loro il Ministro.
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