L’indiano chiese del fuoco e parve apprezzare. Tornò subito a
mescolare le carte, borbottando qualcosa di incomprensibile.
Le mani si susseguivano e Kenny stava raccogliendo le messi.
L’indiano era diventato più loquace con la seconda bottiglia
di whisky. Continuava a vaneggiare che gli serviva più fuoco,
più fuoco.
La rabbia di Bill era svanita, così come il suo gruzzolo e pure
Sheringam non se la passava tanto bene. Forse gli sarebbe
rimasto il denaro per concludere con Shirlyn.
Forse.
La donna intanto si era dileguata, cercandosi un cliente più
affidabile del vecchio pistolero col vizio del gioco e dell’alcool.
Si era scelta lo straniero, il tipaccio dalla chioma che pareva
una cascata di lingue di fuoco, che la stava cospargendo di
whisky, leccandole poi collo e decolté.
«Temo che sia il tuo ultimo giro, PiumaGialla. Ti sei giocato
tutti i tuoi ninnoli e la tua colt… non mi pare ti sia rimasto
altro.»
«Fuoco, mi serve altro Fuoco.» Biascicò quello per tutta
risposta, non accennando ad alzarsi dal tavolo.
«Piantala di dire stronzate, maledetto selvaggio!» lo riprese
Bill, colpendo col pugno il tavolo e facendo crollare pile di
fiches.
Il fabbro non riusciva a concentrarsi e Kenny si pregustava
anche i suoi ultimi spiccioli.
L’indiano si fece serio. «Mi gioco mia figlia, Luce di Luna.»
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