Rifilò un pugno all’indiano che, intontito dall’alcool, non
riuscì a schivarlo: il diretto in pieno volto lo fece rovinare al
suolo come un pupazzo avvinazzato.
Tutt’attorno si era fatto il silenzio, i pochi astanti distolti per
un istante dai loro balocchi.
Lo straniero pallido, una bottiglia di torcibudella per mano,
era l’unico a ridersela a crepapelle, rovesciando alcool da
tutte le parti.
«Calma, signori.» intervenne pacato Kenny, a far da paciere.
«Non è successo nulla.»
«Nulla? Il bastardo ha barato!» rincarò la dose il pistolero,
ridestatosi dal proprio torpore e complimentandosi con Bill
per il destro.
«Suvvia, è la prima mano che vince. Vi pare che stia barando?»
disse Kenny porgendo la mano all’indiano, aiutandolo a
rialzarsi.
Non voleva farsi sfuggire l’occasione per spennarlo.
PiumaGialla si rimise a sedere e si massaggiò la mascella
contusa. Assaporò un’altra sorsata di torcibudella.
«Qualche problema, ragazzi?» il vicesceriffo Jo si era scollato
per un istante dal sindaco e si pavoneggiava innanzi alla
platea, carezzando le colt gemelle riposte nell’elegante
cinturone.
«Certo che no, Jo. Tutto risolto.» lo tranquillizzò Kenny, per
poi tornare a rivolgersi ai compari al tavolo.
«PiumaGialla ti chiedo venia per il comportamento di Bill
e per scusarmi ti offro questo.» disse il giocatore porgendo
all’indiano un sigaro. «E’ roba buona, messicana.»
C’era sempre voluto poco per comprarsi un pellerossa, no?
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