I tre lo guardarono per poi fissarsi l’un l’altro.
Fu Sheringam a parlare, gli altri due che scoppiavano in un
riso genuino.
«Quella squaw non ha valore, è già una donna del pueblo!»
Il tavolo traballava sferzato dalle risate del colossale fabbro.
PiumaGialla era sul punto di esplodere. Le vene gli pulsavano
sulla fronte come fiumi in piena e rughe profonde come
canyon si contraevano sulla fronte che pareva cuoio bollito.
Si riuscì a controllare, ripiombando nel proprio mutismo.
Quando le risa si furono calmate, fu Kenny a riportare la calma.
«Ti concederò credito, era tanto che non me la spassavo così.»
L’indiano sollevò lo sguardo, rinfrancato, e iniziò a biascicare
parole nella sua lingua.
«No, non serve che mi ringrazi. Giochiamo, ora.» civettò il
professionista.
PiumaGialla salmodiava imperterrito.
Forse stava invocando l’aiuto dei suoi stupidi Spiriti, ma
rimaneva il fatto che quella nenia infastidiva i giocatori.
Si era risollevato, il bastardo pellerossa, inanellando un paio
di mani vincenti.
Kenny si sentiva spossato, nonostante il gruzzolo davanti a sé.
L’euforia che lo pervadeva nei casi di vittoria non accennava
a presentarsi.
Il fumo che ristagnava all’interno del locale lo irritava. Ingollò
la birra d’un sorso in cerca di refrigerio.
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