al di la del baratro si infilarono, uno per volta, in una piccola
apertura presente nel muro di roccia.
Si ritrovarono all’interno di un’ampia caverna al cui centro svettava un enorme obelisco di pietra basaltica. Su di esso erano incise strane rune appartenute chi sa a quale antica civiltà. Di sicuro
le loro conoscenze erano così elevata da permettergli di creare
una struttura del genere in quel luogo dimenticato dagli dei.
Le robuste figure si posizionarono in cerchio e spensero le torce.
Nonostante quella enorme caverna si trovasse così in profondità, una flebile luce azzurrina giungeva da una delle tante fenditure poste sulla volta di pietra, schiarendo l’ambiente come con
il debole chiarore delle stelle. Il canto risuonava adesso più forte
poiché adesso tutti avevano iniziato ad alzare il tono della loro
voce, mentre unendosi per mano ne accompagnavano il ritmo.
Era una nenia antica ed oscura, minaccia per le genti libere.
Poi tutto si arrestò ed il silenzio scese improvviso. Una delle figure ammantate si staccò dal gruppo e si posizionò dinnanzi all’obelisco. Sul suo petto era ben visibile un talismano nero come la
notte, la cui forma era simile a quella di un teschio. Nelle cavità
oculari dell’effige brillavano due gemme color del rubino, simbolo della sua autorità presso quelle genti. Calò il cappuccio fino
a rivelare i tratti orcheschi fieri e sicuri, ben evidenti i segni di
tante lune. Un grosso tatuaggio tagliava in due il volto fino a
giungere sul cranio privo di capelli. Si vol L;"FV6?6?fW'6??7V???6VwV6?RF?76P??f????V?FR7FW"v?V?vW&R????7G&????V?F???Rv&&?RF??6F?26?7F???7W???F??R???g&V?????7G&fV?FWGF7V??P?vV?F?6?RF6V6?ƒ6?F?7&W?????vƒV????W&?&???R????g&V??6?;"6?R6?7WGF&W6R??7V?&7F??R6W&??????RRG&66?;"FV?F?6Vv??7V?FW'&V?????&W6RFV????fW&RF?666?WGF?6?RfWfW6????S0???