Gli occhi gelidamente vividi di Manuele Terzo ormai
penetravano quelli piccoli e acquosi del giovane Oristo,
avevano un tale magnetismo e forza che sembravano forgiati
nell’acciaio, ne avevano viste e vissute di cose brutte e felici.
La lama del coltellaccio arrugginito penetrò con forza ed
in profondità nella gola di Manuele Terzo/Rasia un attimo
dopo, il tutto non sembrava neanche successo, ma nella carne
ancora rosaea, quasi per magia, si formò istantaneamente
una perfetta linea rossa che diventò purpurea fino a far
fuoriuscire copiosi e caldi fiotti di sangue.
Manuele Terzo/Rasia cadde a terra esanime con la pesante
sedia in legno.
- Sanguisughe dici, beh! questo fanno le sanguisughe, cavano
il sangue dalla gente! - disse dando un calcio al corpo ancora
rantolante ai suoi piedi.
- Maledizione ecco cosa mi hai fatto fare! - e così dicendo
Isotomo si incamminò istericamente fuori dalla stanza
lasciando abbandonato il corpo.
Ad un occhio non debitamente informato sui fatti quel corpo
incustodito che rantola a terra ancora per pochi minuti in
quella piccola cella lurida in mano al Consorzio, potrebbe
indulgere a pietà, senonché potrebbe aiutare il lettore ad
avere una visione più completa dei fatti, la conoscenza di
una delle capacità dei Reincorporati: La trasmigrazione del
sé.
Sperimentata solo anni dopo la nascita del primo
Reincorporato, si era scoperto che i ricordi e le emozioni
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