SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Page 62

Quella notte Manuele vide il suo gigantesco corpo ritornato, il viso così tanto familiare in tempi che ormai gli apparivano remoti, la sola vista del suo corpo perduto produsse una malinconia che il ragazzo si impose strenuamente di dominare, gli si avvicinava con passi megalitici come se dovesse comunicare qualcosa di personale che lui e solo lui doveva udire: - Il mondo sta cambiando. - disse il corpo gigante con la sua voce echeggiante per miglia. Manuele spalancò gli occhi e cavalcò un urlo atavico, secco, lacerante e rabbioso. Ora era sveglio. Doveva essere il cuore della notte. - Ora basta, hai rotto il cazzo fardello! - si sentì urlare di contrappunto. Mani forti, rudi e cattive lo presero di peso e lo sollevarono in alto, si sentì portato come un vero e proprio fardello, neanche troppo pesante a giudicare dalla facilità con cui lo tenevano, lontano dal campo, venne gettato di forza per terra, sul terreno aperto. - Non farti più vedere qui intorno o ti schiacciamo come un verme! - urlarono sadicamente divertiti gli omaccioni amici del capo, per farsi sentire più dal gruppo di sopravvissuti rimasto indietro che da Manuele buttato per terra e lasciato lì, solitario e in attesa della fine, in posizione fetale per un tempo che sembrò infinito e sfinito. 62