più velocemente possibile, per quanto terribile e irrealizzabile
la cosa, ad una vita che si potesse definire “ordinaria”, con
una stretta e rassicurante routine. Sembrava ci andassero
a nozze con impegni e lavoro, forse l’ordinarietà di una
esistenza aiutava davvero a tenere la mente occupata da
foschi presagi e liquidi e freddi pensieri.
Anche quando una mattina di qualche mese prima, quasi
tutti videro alcuni corpi giganti che si muovevano ancora,
andavano lontani, sembravano passeggiare e non erano per
niente interessati a loro, o non li avevano visti.
Allora non era valso per tutti il ridimensionamento?
Manuele lo sapeva, lo sentiva che non poteva essere stato
tutto così semplice...
Ecco, persone lillipuziane che erano fuoriuscite dai loro corpi
giganti e persone che ancora erano dentro ai loro enormi
corpi... chi avrebbe dominato il pianeta solo come l’essere
umano poteva fare? Chi avrebbe sterminato chi, appena
qualcuno ne avesse avuto la possibilità?
Manuele sapeva già la risposta prima di porsi la domanda, e
rabbrividì.
Un fulmineo scappellotto gli volò rasente e basso, colpendo
con violenza, oltre che la base del collo anche le orecchie,
producendo un dolore acuto e tagliente che non passò
neanche quando il ragazzo si poggiò la mano sulla parte
dolorante e sentì un incandescente calore.
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