le proprie mansioni. Si girarono verso di lui e in un attimo,
con una alzata di spalle in segno di disapprovazione, tornano
ai loro lavori.
Guardia e procacciamento di cibo innanzitutto, oltre che
manutenzione delle rudimentali baracche, ormai Manuele
era certo che solo gli esseri umani avessero subito questo
agghiacciante ridimensionamento, nessuna altra creatura
sulla faccia della terra sembrava compromessa come
quella umana, doveva essere una punizione divina per lo
sfruttamento eccessivo della terra o qualche esperimento
tenuto segreto. Non riesce a concentrarsi, ha da mesi nausea
esofagea, riflusso, non riesce più a pensare al futuro, neanche
sforzandosi.
Lui continuava a sentire il suo corpo, il suo vecchio e
gigantesco corpo lasciato a marcire come tanti altri, nelle
aule universitarie di Torino, sentiva il dolore dell’abbandono,
sentiva le carni marcirgli addosso, sentiva il suo corpo come
se ci fosse stato ancora dentro.
Ed era la sua maledizione più grande.
Gli altri non pativano quel tormento, e si vedeva: come tante
api laboriose cominciarono a pensare alla concretezza del
problema più immediato, la sopravvivenza. Manuele non
riusciva a concentrarsi tanto sul sopravvivere, si soffermava
per provare a capire piuttosto il perché e il come fosse
successo quello che era accaduto.
Gli altri sembravano volessero dimenticare tutto e tornare il
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