SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Page 59

le proprie mansioni. Si girarono verso di lui e in un attimo, con una alzata di spalle in segno di disapprovazione, tornano ai loro lavori. Guardia e procacciamento di cibo innanzitutto, oltre che manutenzione delle rudimentali baracche, ormai Manuele era certo che solo gli esseri umani avessero subito questo agghiacciante ridimensionamento, nessuna altra creatura sulla faccia della terra sembrava compromessa come quella umana, doveva essere una punizione divina per lo sfruttamento eccessivo della terra o qualche esperimento tenuto segreto. Non riesce a concentrarsi, ha da mesi nausea esofagea, riflusso, non riesce più a pensare al futuro, neanche sforzandosi. Lui continuava a sentire il suo corpo, il suo vecchio e gigantesco corpo lasciato a marcire come tanti altri, nelle aule universitarie di Torino, sentiva il dolore dell’abbandono, sentiva le carni marcirgli addosso, sentiva il suo corpo come se ci fosse stato ancora dentro. Ed era la sua maledizione più grande. Gli altri non pativano quel tormento, e si vedeva: come tante api laboriose cominciarono a pensare alla concretezza del problema più immediato, la sopravvivenza. Manuele non riusciva a concentrarsi tanto sul sopravvivere, si soffermava per provare a capire piuttosto il perché e il come fosse successo quello che era accaduto. Gli altri sembravano volessero dimenticare tutto e tornare il 59