Sapiens.
Ma Rasia si, lo sentì prendere il controllo dei muscoli e
dei tendini, dalla sensazione di sfinimento avvenne la
trasformazione con una ondata di adrenalina e di un certo
benessere profondo e incupito che richiese di continuare a
correre, ancora, e ancora fino allo sfinimento assoluto, sino
a quando un braccio o una gamba non si sarebbero staccate
dal proprio corpo.
Il fuggitivo riprese un certo vantaggio sugli inseguitori,
ma alla fine due di loro riuscirono, a prezzo di un infarto
miocardico per ciascuno, ad afferrarlo avvinghiandocisi
sopra come dei leopardi sulla preda.
L’ultima cosa che pensò Ismaele è un pensiero rivolto a Rasia:
- Non sei più veloce come una volta, vecchio mio. OTTO MESI DOPO IL GIORNO IN CUI GLI ESSERI UMANI
RIMASERO IMMOBILI.
Manuele si svegliò all’improvviso, come faceva ogni notte
dal giorno in cui tutti gli esseri umani rimasero immobili.
Urlò, poi pensò e volle credere, nella semioscurità in cui
aleggiava la sua coscienza non del tutto sveglia, che tutto
quello che gli stava accadendo fosse uno stupido sogno.
Gli altri erano già attivi, ben svegli, tutti a cercare di eseguire
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