SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Page 57

Poi un rumore di sparo, una lacerazione appena percepita ed il corpo di Manuele Terzo cadde pesantemente sulle ginocchia. Dolore lancinante, lucidità immediata. Manuele Terzo corse fulmineamente e in un tratto di pochi secondi si buttò da una torretta della città fino alla distesa del mare che pareva di un verde smeraldo, non pensava a nulla, era sempre stata così la sua vita. Un volo che non finiva più, poi il contatto con l’acqua, meno fredda e meno profonda di quanto pensasse. Prese tutto il fiato e l’ossigeno di quella che considerava la madre terra e si immerse come se non ci fosse stato più un domani nelle acque cristalline. Sarebbe stata una lunga e difficile fuga. Qualche ora dopo Manuele Terzo correva e correva ancora, le mucche che brucavano sulla strada placide lo guardavano ruminando e leccandosi voluttuosamente il naso; le madri presero in braccio i bambini per far passare il piccolo esercito di uomini nerboruti che inseguiva il ragazzo. La forza dell’adrenalina stava svanendo, nei libri di storia sino allo Spegnimento, si leggeva che colui che veniva definito Homo Sapiens era il bipede che si era evoluto nei secoli proprio per la sua capacità di camminare e, soprattutto, correre per sfuggire dai nemici e dai pericoli. Manuele Terzo, forse, non sarebbe stato un grande Homo 57