Manuele Terzo stava lasciando i comandi al cervello centrale,
il corpo, il suo Vettore Organico di nome Rasia, e questi non
aveva perso tempo.
Dal sangue schizzante e colante dal dito di Manuele Terzo,
fuoriuscì anche la sostanza detonante che era sulla superficie
della pelle, invisibile agli scanner di controllo, che defluì
rapidamente e, al contatto con il suo sangue, cominciò
ad esplodere in mille detonazioni letali, potenti ma non
chiassose.
Il piccolo esercito si disperse, chi cominciò a sparare, chi si
avvicinò subito al giovane Oristo per proteggerlo, ma Ismaele
fu davvero più veloce di chiunque prima di lui, un attimo e il
collo curato di Isotomo si trovava stretto tra l’interno delle
sue braccia serrate.
Manuele Terzo con la mano del braccio sinistro infilata
freddamente nella bocca, afferrò e tirò con forza il proprio
canino, sangue sprizzava dalla gengiva diventata di un colore
rosa pallido, l’organico e improvvisato pugnale ancora
sanguinante venne puntato alla gola del ragazzo.
- Dimmi cosa si prova a ballare sopra la gente con un corpo
gigante in un mondo che sta cambiando... -
Questo era Rasia che parlava, aveva un odio ed un potere
grandissimi derivante da generazioni combattenti e corpi
minuscoli ospitati dentro di lui, difficili da controllare ed
incanalare.
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