SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Page 54

combattimento, all’assassinio. - Benvenuto, Araldo. - disse un ragazzo che si avvicinò a Manuele Terzo lentamente, facendosi spazio tra i fucili del piccolo esercito privato. Era vestito da una polo color bianco e blu elettrico, indossava pantaloni estivi Armani e ai piedi aveva sandali in pelle; la sua pelle invece, morbida e setosa alla vista, era abbronzata di quella tonalità non scura, ma bronzea di chi può permettersi di stare molte ore disteso a prendere il sole; un orologio azzurro con riflessi in acciaio e due bracciali finemente lavorati in argento luccicante spezzavano l’armonia dell’abbronzatura in entrambe le braccia. - È la prima volta in assoluto che noi della CITTÀ MATRICE abbiamo l’onore di ospitare un Araldo dei Reincorporati, è così raro incontrarvi in altro modo se non obbligandovi con una occasione di lavoro organizzata ad Hoc! Rise il ragazzo, rise di gusto alla sua frase. A Manuele Terzo non sembrò una grande battuta, anzi gli risultava piuttosto affettata, come il comportamento del ragazzo. - Come si chiama e chi è lei? - tagliò corto Manuele Terzo. L’unghia del pollice infilata sull’estremità del dito indice cominciava a far sanguinare il lembo di carne. Concentrato, doveva mantenersi assolutamente concentrato, l’esserci qui ed ora. Qui ed ora! 54