SB Storie Bizzarre SB N 1.2 | Page 53

occhi registravano tutto quello che vedeva, era abituato così. E i suoi occhi vedevano quasi tutto. Contrariamente a quanto la comune vulgata raccontava, i Fuoriusciti non erano dei piccoli, sgraziati e disorganizzati selvaggi allo stato brado che correvano con gli attributi scoperti. Semplicemente quasi nessuno si era preso più la briga di seguirli da vicino e fare attenzione ai loro comportamenti. Manuele Terzo dal finestrino percepiva visivamente lampi di luce provenienti da falò di feste all’imbrunire, dopo giornate trascorse a caccia di insetti, in borgate costruite su minuscole alture, gli sembrava di sentire odori e sapori di cucine, di vedere utilissime architetture forgiate dalla necessità di saperi dimenticati e ritrovati grazie all’ingegno, all’acume e ad una irriducibile forza ed anelito a restare in vita. Anelito primordiale che Manuele Terzo non aveva mai visto negli smorti e viziati Graziati, mai. Una lunga e sferzante frenata lo distolse dall’ossessiva osservazione dei campi, il treno stava rallentando, la sua destinazione finale era davanti alle carrozze. Era arrivato, il primo Araldo dei Reincorporati invitato ufficialmente nella CITTÀ. Quello che attendeva Manuele Terzo in quella mattinata con brezza e con un sole caldo e schietto che illuminava la superficie argentata ed immota del mare, era un piccolo esercito di una trentina di uomini equipaggiati al 53