esistere, né tanto meno dovevano interferire.
Manuele Terzo era lì in veste di Araldo per sancire proprio
questo, una pace preventiva e proficua tra le due fazioni.
Titanici affari, ancora più grandi di come un normale
Fuoriuscito poteva percepire e vedere i corpi dei Graziati.
In affari lo era sempre stato il Consorzio, da secoli si poteva
dire con sicurezza, ma da quando era riuscito ad entrare in
possesso di informazioni vitali quali la rivelazione di essere
in realtà degli esserini alieni che pilotavano il proprio corpo
e, soprattutto, la precisa data dello spegnimento della razza
umana, i loro affari subirono un decollo stratosferico.
Più della metà della popolazione mondiale morì nel giorno
dello Spegnimento.
Più della metà della popolazione sopravvissuta era andata a
far parte della schiera dei minuscoli Fuoriusciti.
La restante popolazione, una netta minoranza, faceva parte
della categoria dei Graziati, esseri umani che in qualche
modo riuscirono a rimanere all’interno dei propri corpi,
senza fuoriuscirne.
Quel ‘qualche modo’ importantissimo grazie al quale un
nuovo ordine mondiale ebbe luogo, era collegato a quello
che venne a sapere segretamente il Consorzio molti decenni
prima sullo Spegnimento.
Informazioni
che
l’organizzazione
si
guardò bene dal condividere con il mondo.
Manuele Terzo aveva la fronte appoggiata al finestrino, i suoi
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