cercava di captare gli spazi e i volumi nell’oscurità, credeva
che se si fosse impegnata abbastanza avrebbe potuto
sviluppare una vista a infrarossi ma ecco che il suo carattere
impavido si ruppe al suono di un’altra voce. Questa volta era
una voce severa, gridava degli ordini che non riuscì bene a
distinguere, ma le gambe cominciarono a tremarle.
- Svanirà come le altre allucinazioni uditive - pensò, cercando
la forza di non urlare, ma quella tremenda voce era sempre
più vicina, a seguire rumori di passi pesanti. Qualcuno stava
avanzando verso di lei, e non sembrava avere le intenzioni
migliori.
Rachele non era più in lei, nulla questa volta poteva
convincerla a stare calma, il suo istinto prese la meglio e
cominciò a correre saltando tra una pozzanghera e l’altra,
bagnarsi fu l’ultimo dei suoi problemi. Dietro di lei il rumore
dei passi era sempre più forte e vicino, d’impr ݝ