“ Che diamine c’ entra la tintura per i capelli adesso? Eri stanca per la fatica?”“ Non … non avevo notato bene il colore, le sfumature sotto la luce, mi sono incantata a guardarle una per una, a gustare il confine sottile tra un cambio di colore e l’ altro”“ Quanto hai bevuto ieri sera?”“ Perché?”“ Uno? Due?”“ Diciamo intorno ai due”“ Qualcuno completo, tanto per cambiare?”“ Vuoi che ti ammazzi i clienti Pi’? Sei impazzito?”“ Potresti andare a caccia prima, o dopo, o arrivare tardi qui al pub, o per una sera non venirci proprio … insomma la baracca è tua no? Lo sappiamo tutti e due che questo per te è un solo un giocattolo molto proficuo, non coglionarmi con la scusa che non volevi ammazzare clienti … e poi perché no scusa, quale posto è meglio di questo? Lo prendi, te lo succhi, lo metti agonizzante al volante e la curva in fondo alla strada si occuperà con una bella sfiammata di lui, delle fottute prove che la polizia potrebbe trovare sul suo corpo, di restare tutti in questa magnifica segretezza … e le statistiche sulla guida in stato di ebbrezza potranno aggiornarsi senza timori … insomma dov’ è il problema se accoppi qualcuno qua giù nel vicolo … o improvvisamente non ti va più che il tuo cibo muoia?” La domanda era un grande classico, ovviamente vivendo in mezzo agli umani si finisce con l’ affezionarsi a loro, e le cosiddette crisi di coscienza hanno fatto impazzire più di uno di noi, con conseguenze nefaste per gruppi interi: la nostra unica regola è non far sapere che esistiamo, ed un elemento che va fuori di testa crea scompiglio in tutta la comunità. Mi sentii in dovere di rassicurare Picchio, la nostra, di comunità, si riferiva in maniera più ampia al discreto numero di vampiri presenti a Roma( quasi un centinaio), sparsi in giro in sotto-gruppetti che spesso nei secoli si incontrano solo per fronteggiare problemi. Tradotto: se io fossi divenuta un problema avrei trascinato il mio socio a fondo con me.“ Tranquillo, ricordi? Il fatto che io non mangi il mio coniglio non vuol dire che non debba più mangiare alcun coniglio” Era il nostro motto per dare una definizione ogni volta che qualcuno di noi ci chiedeva che genere di rapporto intrattenessimo con i nostri dipendenti umani, con gli avventori del pub, o con i conoscenti in genere. Sono argomenti di discussione piuttosto tipici tra la mia gente … probabilmente lo sarebbero anche per un umano se improvvisamente le mucche diventassero senzienti ed occupassero una scrivania in ufficio. Pensavo che quell’ accenno alla nostra risposta-tipo fosse sufficiente, soprattutto considerando che l’ avevo pronunciata guardandolo negli occhi, fisso, profondamente convinta di ciò che dicevo. Ho occhi che sono armi da caccia, irresistibili e magnetici, per quelli come me, che non subiscono ipnosi, sono però libri aperti, che mostrano la base di ogni intenzione. Lungi dal rassicurarsi Picchio si adagiò ancora più mollemente sul sedile rilassando completamente ogni tensione muscolare, come un pupazzo di pezza che si disarticoli; tremai leggendo lo sconforto nel suo aspetto in genere così determinato, capivo che c’ era qualcosa in me che lo tormentava ma non afferravo cosa.“ Madda, non puoi andare avanti cos씓 Come”“ A sorsate cazzo! Un morso qui, un morso lì … a parte che rischi di distrarre i tuoi begli occhi ipnotici per qualche secondo e che il tuo pasto si accorga, o si ricordi, di quello che sta succedendo”“ Perché mai non dovrei più riuscire a bloccare una preda?”“ Non lo so … non so che merda ti frulla dentro se non me lo dici! Quello che so è che come ti nutri non ti basta, sei perennemente sotto trip da sete …. hai i sensi a tremila … come se dovessi scattare a cacciare ogni minuto. Stai‘ a rota’ e non riesci più a controllare la cosa … ormai sei talmente ipersensibile che vai in sballo guardandoti i capelli”“ D’ accordo, hai ragione, rischio di ridurmi ad avere troppa sete … il problema è che è un po’
37